REPORT DELL’EDIZIONE 2026
A CURA DEL DIRETTORE ARTISTICO FRANCESCO CANNAVA’

26 Luglio – 1 Agosto

Identità 

Il 26 luglio 2026 finalmente è rinata la Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina nello stesso luogo dove fu fondata 71 anni fa, nel 1955, in riva allo Stretto di Messina. Era giunto il momento, non si poteva attendere ulteriormente, 28 anni di stop sono tanti, che Messina si riappropriasse della sua storia identitaria. Come tutti ormai sappiamo, nel 1999 la Rassegna di Messina fu interrotta, fu cancellato il nome Messina dalla denominazione dell’evento, rinominato Taormina Film Festival e attribuita la numerazione che non spetterebbe al Taormina Film Festival, conteggiando le edizioni dal 1955. L’accurata ricerca storica effettuata negli anni dal professore Nino Genovese e aggiornata recentemente con l’aiuto del giovane ricercatore Gilberto Flaccone ci consente di sapere che le prime quattro edizioni della Rassegna, dal 1955 al 1958, non si svolsero mai a Taormina ma solo a Messina.

Sapevo che ricominciare non sarebbe stato facile ma è stato possibile grazie all’intelligenza, alla professionalità e al senso di appartenenza di tanti messinesi.

Il mio più sincero ringraziamento va:

- al direttore di produzione, Davide Liotta. La sua esperienza nell’ideazione e organizzazione di eventi culturali ha dato solide fondamenta ad un progetto ambizioso, consentendoci di svilupparlo, giorno dopo giorno, realizzando tutti gli obiettivi immaginati e i contenuti proposti. Questa edizione 2026 è stata di livello internazionale, ha consentito ai messinesi di assistere ad una programmazione che non sfigurava di fronte a festival importantissimi come Berlino, Roma o Torino. Abbiamo accolto 17 ospiti provenienti da fuori Messina e altrettanti professionisti già presenti sul territorio hanno completato il parterre degli artisti che hanno arricchito il programma di questa edizione. Non sarebbe stato possibile se un anno fa con Davide non avessimo iniziato a progettare questa bellissima architettura che mancava da troppo tempo a Messina.

- al presidente del comitato scientifico della Rassegna, Franco Cicero. Ha supervisionato e calibrato ogni contenuto da me proposto, apportando migliorie, suggestioni e fertili ispirazioni. Decano della critica cinematografica nazionale, la sua esperienza ci ha anche consentito durante i talk di costruire con gli illustri ospiti della Rassegna un dialogo profondo e ricco di cultura cinematografica. Quest’anno la Rassegna di Messina aveva tra gli ospiti 3 premi oscar, 1 nomination agli oscar e 4 David di Donatello. Dialogare sul palco con professionisti di questa elevata caratura artistica necessita importanti competenze cinematografiche.

- agli altri membri del comitato scientifico: allo storico Nino Genovese, alla compositrice e direttrice d’orchestra Cettina Donato, al direttore del Dams Dario Tomasello, al professore Federico Vitella perché con competenza, sensibilità e pluralità di sguardi, hanno contribuito a costruire un programma capace di mettere in dialogo il cinema contemporaneo con la memoria della nostra città, la ricerca artistica con la formazione e la riflessione culturale con il mondo universitario dando alla rinata Rassegna non soltanto una programmazione, ma una precisa visione culturale.

- al Sindaco Federico Basile, che ha compreso fin dall’inizio l’importanza che la rinascita della Rassegna poteva avere per Messina. Ha dimostrato, con la sua sensibilità e con la sua volontà politica, che restituire questa manifestazione ai messinesi era ancora possibile: non mancava la possibilità, mancava soltanto la volontà di farlo. E quella volontà, finalmente, si è manifestata. La rinascita della Rassegna è stata resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Messina per la Cultura e al lavoro del Sovrintendente Rosario Coppolino, della Vicepresidente Mirella Vinci e degli Assessori Finocchiaro e Caruso, ai quali desidero rivolgere un ringraziamento particolare per aver accompagnato questo progetto e averne riconosciuto il valore culturale e identitario. Credo che l’ottimo lavoro svolto dalla Fondazione Messina per la Cultura sia oggi sotto gli occhi di tutti. Dalla sua istituzione, la Fondazione ha saputo costruire una proposta culturale di grande qualità, capace di spaziare tra linguaggi, discipline e pubblici differenti, contribuendo a restituire a Messina una programmazione culturale ambiziosa, contemporanea e all’altezza della sua storia.

- al Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, Francesco Rizzo, e a tutta la squadra dell’Autorità Portuale, la cui visione strategica del Mare e dell’area dello Stretto riconosce nella cultura uno degli strumenti fondamentali per valorizzare questo territorio e rafforzarne l’identità. In questa direzione è stato portato avanti il lavoro che ha concretamente reso possibile la rinascita della Rassegna nel luogo in cui la sua storia ebbe origine: in riva allo Stretto di Messina. Era per noi un obiettivo fondamentale. La Rassegna non poteva semplicemente tornare a Messina: doveva tornare al suo mare. Riportare il cinema sulle rive dello Stretto ha significato ricomporre un legame interrotto per decenni e restituire alla città uno dei suoi eventi storici proprio nel paesaggio che ne aveva fatto, fin dalle origini, qualcosa di unico. Per questo il sostegno dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto assume per noi un valore che va ben oltre quello di una collaborazione istituzionale: rappresenta la possibilità di costruire una nuova idea del rapporto tra il Mare, la cultura e la città, facendo dello Stretto non un confine, ma uno spazio di incontro, di scambio e di produzione culturale.

Infine, credo sia fondamentale ricordare che il successo della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina non si misuri soltanto nei film proiettati, negli ospiti che hanno calcato il palco o nel pubblico che ha partecipato alle serate. Dietro tutto questo c’è soprattutto la qualità del lavoro delle persone che lo hanno reso possibile. La vera forza di questa rinascita è stata anche questa: aver dimostrato concretamente che a Messina esiste una comunità professionale fatta di competenze, energie e sensibilità diverse, capace di riconoscersi nuovamente, di lavorare insieme e di mettere il proprio talento al servizio di un progetto comune. Dopo 28 anni di interruzione, forse il risultato più importante è proprio questo: non avere semplicemente riacceso le luci di una manifestazione storica, ma avere riacceso una relazione tra persone che lavorano nel cinema, nella cultura, nello spettacolo e nella comunicazione. Una rete che può rappresentare la base sulla quale costruire il futuro della Rassegna e, più in generale, contribuire a costruire una nuova stagione culturale per Messina. Perché un festival può nascere da un'idea, può crescere grazie alle istituzioni e può essere riconosciuto attraverso i suoi ospiti e i suoi film. Ma, alla fine, sono sempre le persone a renderlo realmente possibile.

E la comunità professionale della rinata Rassegna di Messina era composta dal team della 8 Road Film fondata da Renata Giuliano, dal mondo dell’Associazione Culturale ARB presieduta da Davide Liotta, da Antonio Grasso e tutto lo staff di PVK per le riprese e il montaggio video, da Germana Arcidiacono coordinatrice tecnica coadiuvata da Michele La Rosa, dal fotografo Giuseppe Contarini, da Colapesce Studio di Giuliana Galletti e Roberta Sinardi per la Comunicazione Visuale e digitale, da Maria Arruzza per l’ufficio stampa, da Samuele Fernandez per il sito web, da Gaetano Aspa e Carla Fiorentino per UniVersoMe insieme ai loro colleghi della redazione universitaria, da Mattia Lembo per l’editing video, da Noemi David straordinario talento messinese che ha condotto le serate all’Agorà dello Stretto, da Ettore Liotta direttore tecnico, da Carlo Naccari fotografo, da Claudia Catanzaro per la gestione del pubblico insieme ad Alessia Scrima e Adriana Cicero, da Noemi Fucile coordinatrice degli ospiti che sono stati presenti durante le sette serate della Rassegna 2026 insieme a Pino De Domenico e Walter Arena, da Gilberto Flaccone e Andrea De Francesco in produzione, da Fabrizio La Scala e tutto lo staff del Cinema Apollo.

 A loro il mio più sincero riconoscimento, senza di loro non avremmo potuto fare nulla.

Amiche e Amici della Rassegna

Gli eventi cinematografici non vivono soltanto nelle sale, nelle proiezioni o nei momenti ufficiali sul palco. Una parte altrettanto importante della vita di un festival nasce negli spazi della convivialità, negli incontri informali, nelle occasioni di confronto e di networking che permettono ad artisti, professionisti, istituzioni e pubblico di conoscersi, dialogare e costruire nuove relazioni. La Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina ha avuto la fortuna e l’onore di poter ospitare questi momenti in luoghi che appartengono profondamente alla storia e all’identità della città, aggiungendo alla manifestazione un ulteriore elemento di bellezza e di prestigio. Penso al Circolo del Tennis e della Vela, affacciato sullo Stretto, che ha offerto una cornice straordinaria ai nostri momenti di incontro, grazie alla disponibilità e all’ospitalità del suo Presidente, il dottor Tato Spatari. E penso al Circolo della Borsa, altro luogo storico della vita cittadina, che ha accolto la Rassegna con grande eleganza e attenzione, grazie al suo Presidente, l’avvocato Alfonso Polto. A entrambi desidero rivolgere un sincero ringraziamento. Perché anche attraverso questi luoghi la Rassegna ha potuto raccontare Messina non soltanto come sede di un evento cinematografico, ma come una città capace di accogliere, incontrare e mettere in relazione le persone attraverso la cultura. In fondo, anche questo significa fare festival: creare occasioni perché il cinema possa uscire dallo schermo e diventare incontro, relazione, conversazione e comunità. Come è già avvenuto in questa edizione 2026 con alcuni professionisti messinesi della film-industry nazionale e internazionale, come Ninni Bruschetta, il maestro Marco Dentici e l’attore Giuseppe De Domenico che con grandissimo affetto e amicizia hanno voluto legare il loro nome alla rinata Rassegna di Messina. ll loro sostegno rappresenta, in fondo, qualcosa di più di una semplice collaborazione: testimonia la volontà di una comunità di riconoscersi nuovamente intorno alla propria città e al proprio cinema.

È proprio da questa consapevolezza che nasce l’idea di dare vita al Circolo Amiche e Amici della Rassegna: una comunità aperta di professionisti, artisti, operatori culturali, appassionati e cittadini che desiderino accompagnare nel tempo la crescita della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina. Se il cinema è, per sua natura, uno spazio di trasformazione della realtà in immaginario, la Rassegna vuole essere anche uno spazio capace di trasformare un patrimonio individuale di esperienze, professionalità e affetti in una nuova energia collettiva. Il Circolo nasce dunque con questo spirito: non soltanto sostenere una manifestazione, ma appartenere a un progetto culturale. Un progetto che vuole restituire a Messina la consapevolezza della propria straordinaria capacità di generare talenti e, allo stesso tempo, creare un luogo nel quale questi talenti possano ritrovarsi, dialogare e tornare a mettere in relazione la città con il mondo.
Le Amiche e gli Amici della Rassegna saranno quindi parte di una comunità che non si limita ad assistere alla rinascita della Rassegna, ma sceglie di accompagnarla e di contribuire, ciascuno secondo le proprie possibilità, alla costruzione del suo futuro.

 

Il tema dell’edizione 2027 e una promessa per il futuro di Messina

La Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina nasce anche da una promessa. Una promessa fatta, circa 5 anni fa, con Lelio Bonaccorso e una rappresentanza di artisti messinesi a Messina: tornare a credere nella capacità della nostra città di essere un luogo di produzione, di cultura e di visione, e non soltanto un territorio da cui i talenti sono costretti a partire. Se si vuole partire va bene, è giusto per accrescere le proprie competenze e maturare nuove esperienze ma la città deve essere in grado anche di sostenere e sviluppare i talenti che restano o ritornano.

La Rassegna nasce dunque con l'ambizione di essere molto più di un festival cinematografico. Vuole essere uno spazio nel quale Messina possa riconoscersi e, allo stesso tempo, mostrarsi al mondo. Un luogo di incontro per chi crea, produce e immagina il futuro attraverso le arti. Perché possiamo essere oggi protagonisti dell'industria delle arti e dello spettacolo, così come lo siamo stati in passato. La rinascita della Rassegna vuole ripartire proprio da quella consapevolezza: non dobbiamo inventare una vocazione che Messina non possiede; dobbiamo semplicemente tornare a coltivarla.

Per questi motivi il tema della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina 2027 sarà “ISole”.

“ISole” è un gioco di parole, dentro c'è una precisa idea di città e di comunità.

C'è “I”, la dimensione dell'individuo, dell'artista, dello sguardo personale; e c'è “Sole”, elemento identitario del Mediterraneo, fonte di vita, energia e rinascita. Ma c'è soprattutto la parola “Isole”, al plurale: luoghi apparentemente separati dall'acqua, eppure profondamente connessi tra loro.

Messina stessa è una città-isola e di confine, sospesa tra due sponde, tra la Sicilia e il continente, tra appartenenza e apertura, tra memoria e futuro. Il suo rapporto con il mare e con lo Stretto non rappresenta una distanza, ma una possibilità di relazione. Le isole, infatti, non sono soltanto luoghi separati: sono luoghi da cui si parte e a cui si arriva.

“ISole” vuole allora raccontare proprio questo: la possibilità di trasformare l'isolamento in connessione, la distanza in incontro, la marginalità in centro.

È un tema che riguarda profondamente anche gli artisti messinesi. Un talento può nascere su un'isola, ma non deve per questo sentirsi periferico. Può dialogare con il mondo senza rinunciare alla propria identità. Può partire, ma può anche tornare. Può costruire ponti senza smettere di appartenere al luogo da cui proviene.

In questo senso, “ISole” è anche una dichiarazione di intenti della Rassegna: mettere in relazione le diverse “isole” del cinema contemporaneo, le autrici, gli autori, le generazioni, i territori, le culture e i linguaggi; creare connessioni tra Messina e il resto del mondo; dimostrare che proprio da un luogo percepito storicamente come periferico può nascere un nuovo centro culturale.

 

Le Date

Comunicheremo le date della prossima edizione in autunno, dopo averle concordate con le istituzioni e con gli altri operatori culturali presenti sul territorio perché la Rassegna di Messina vuole continuare a testimoniare il valore della collaborazione e della condivisione. Ci sarebbe piaciuto organizzare l’edizione 2027 nei giorni a cavallo del 30 luglio poiché ricorre il ventennale della morte del maestro Michelangelo Antonioni al quale dedicheremo un focus per L’Avventura - come tutti sappiamo, il film è ambientato alle Isole Eolie, a Messina e in altri luoghi della Sicilia - ma in quei giorni è già stato programmato l’Horcynus Festival e vogliamo evitare sovrapposizioni. Un altro fattore che terremo in considerazione saranno le date degli esami universitari per la sessione estiva. Il programma della Rassegna 2026 è stato coordinato con il Dams di Messina diretto da Dario Tomasello, le masterclass in particolar modo ma in generale tutte le attività sono state pensate e continueranno ad esserlo con un occhio di riguardo agli studenti dell’Università di Messina. La loro numerosa presenza tra il pubblico di questa edizione 2026, nelle giurie dei cortometraggi e dei lungometraggi e nello staff dell’organizzazione è una delle cose più belle e a cui teniamo di più e che vogliamo coltivare e incrementare anno dopo anno.

Grazie a tutte e a tutti, vi aspettiamo numerosi alla edizione 2027 della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina!


Le sette giornate dell’edizione 2026

 

26 luglio – Apertura: la rinascita della Rassegna

Il programma ha avuto un primo importante appuntamento nel pomeriggio al Cinema Apollo, storico spazio della città, dove si è svolto il primo evento fuori concorso della manifestazione. Protagonista è stato il regista polacco Jan Komasa, autore nominato agli Oscar nel 2020 per Corpus Christi, che ha presentato a Messina in anteprima siciliana il suo recente film Good Boy. Komasa ha incontrato il pubblico prima della proiezione per introdurre il film e dopo la proiezione per rispondere alle domande. Questo primo appuntamento ha rappresentato il primo momento di apertura internazionale della nuova Rassegna, mettendo immediatamente in relazione Messina con una delle cinematografie europee più interessanti del panorama contemporaneo.

La serata inaugurale al Parco in Fiera – Agorà dello Stretto è stata dedicata alla memoria di Ninni Panzera, alla cui figura la Rassegna ha scelto di dedicare l’apertura dopo la sua improvvisa scomparsa. Originariamente, il riconoscimento “Regina del Peloro” avrebbe dovuto essergli conferito nel corso della quarta giornata; la sua morte ha portato il comitato scientifico e la direzione artistica a trasformare l’inaugurazione in un omaggio alla sua figura e al suo rapporto con il cinema, la musica e la città di Messina. Sullo schermo è stata proiettata una fotografia che ritraeva Panzera insieme a Franco Cicero e Giuseppe Tornatore, dando vita a un dialogo tra i due dedicato alla sua personalità e al suo contributo a “Nuovo Cinema Paradiso”. Il rapporto fra Messina e il cinema di Tornatore è stato approfondito attraverso una serie di materiali audiovisivi dedicati a Stanno Tutti Bene e a L’Uomo delle Stelle. Le immagini e le testimonianze hanno permesso di ricostruire non soltanto il percorso artistico del regista, ma anche il legame profondo fra il suo cinema e Messina. In questo contesto, sul palco è intervenuto il sindaco Federico Basile, che ha rivolto a Giuseppe Tornatore un importante riconoscimento da parte della città, comunicandogli l’avvio dell’iter per il conferimento della cittadinanza onoraria di Messina. Un annuncio particolarmente significativo, che ha sottolineato il legame profondo e duraturo tra il regista e la città e il valore del suo contributo alla cultura cinematografica e all’identità del territorio messinese. Nel corso della serata è intervenuto anche il maestro Marco Dentici, presente per rendere omaggio a Panzera e per leggere la lettera di Marco Bellocchio. Il momento commemorativo si è concluso con Angelo Privitera al pianoforte, che ha eseguito La Cura di Franco Battiato, accompagnato dalla voce del maestro e con Cettina Donato (compositrice, direttrice d’orchestra e componente del comitato scientifico della Rassegna) che ha eseguito al pianoforte alcuni temi di Nuovo Cinema Paradiso, ricordando così anche l’attenzione che Panzera ha sempre dedicato al rapporto fra cinema e musica, ultimamente sancito anche attraverso la creazione del Messina Opera Film Festival.

Concluso il momento dedicato a Ninni Panzera, la serata ha idealmente voltato lo sguardo dal passato al futuro, entrando nel vivo della nuova Rassegna e della sua vocazione internazionale. In questo passaggio si inserisce la presenza di Jan Komasa, uno degli autori più interessanti del cinema polacco contemporaneo, protagonista nel pomeriggio del primo evento fuori concorso della manifestazione al Cinema Apollo. Komasa ha dialogato sul palco con Franco Cicero, presidente del Comitato scientifico della Rassegna. Il confronto ha ripercorso il suo percorso artistico attraverso alcuni dei titoli più significativi della sua filmografia — Corpus Christi, The Hater e Good Boy — offrendo al pubblico l’occasione di conoscere più da vicino la poetica e lo sguardo di un autore capace di confrontarsi con le contraddizioni del presente attraverso un cinema di forte respiro internazionale. A conclusione dell’incontro, Jan Komasa ha ricevuto il Premio “Regina del Peloro” dalle mani di Franco Cicero, come riconoscimento per il valore della sua opera e per la sua partecipazione alla rinascita della Rassegna di Messina.

Sempre nel corso della prima serata, è stata dedicata attenzione anche alla dimensione territoriale dell’evento. John Federick Bungay Laya del Messina Tourism Bureau ha presentato un progetto documentario dedicato agli itinerari paesaggistici di Messina.

La parte finale della serata ha segnato l’ingresso ufficiale nel cuore competitivo della manifestazione.
In qualità di direttore artistico ho dialogato con il produttore Luigi Chimienti sul lungometraggio Cuerpo Celeste di Nayra Ilic García, primo film in concorso. Il film racconta la storia della quindicenne Celeste, che nel Cile del 1990 affronta la scomparsa improvvisa del padre e il progressivo disgregarsi dell’equilibrio familiare. Il ritorno, mesi dopo, nel luogo della vacanza assume il valore di un confronto con il trauma e con una realtà profondamente cambiata. Concluso quel momento, si è passati alla proiezione del cortometraggio “Due Sorelle” di Antonio De Palo e del lungometraggio “Cuerpo Celeste” introdotto dal videomessaggio della regista.

 

27 luglio – Medio Oriente e Memoria

La seconda giornata della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina, lunedì 27 luglio 2026, è stata costruita attorno a un percorso che ha unito formazione cinematografica, incontro con gli autori, approfondimento culturale e attenzione alle grandi questioni del presente, con un particolare focus dedicato al Medio Oriente e alle vicende del popolo iraniano e palestinese.

La giornata si è aperta alle 18:00 al Cinema Apollo con la masterclass “Serie TV: dall’Idea all’Industria”, dedicata ai processi creativi e produttivi che conducono un’idea narrativa fino alla realizzazione di una serie televisiva. Protagonista dell’incontro è stato Antonio Le Fosse, sceneggiatore e regista, autore legato a produzioni Netflix come Baby e Briganti. La masterclass, condotta da Gaetano Aspa, coordinatore di UniVersoMe, ha rappresentato un momento di confronto diretto con una professionalità dell’industria audiovisiva contemporanea, offrendo soprattutto agli studenti e ai giovani interessati al cinema e alla serialità l’opportunità di comprendere più concretamente il rapporto tra scrittura, regia, produzione e industria.

Alle 21:30 è entrata nel vivo la serata pubblica della Rassegna, dedicata al tema “Medioriente”.

La scelta nasce dalla volontà di utilizzare il cinema e le arti come strumenti di riflessione su una delle aree del mondo più profondamente attraversate da conflitti, tensioni politiche e trasformazioni sociali. L'apertura della serata è stata affidata a un momento musicale con Giovanni Alibrandi al violino e Peppe Russo alla fisarmonica, che hanno eseguito brani ispirati al mondo mediorientale. La musica ha costituito così il primo elemento di un percorso costruito attraverso linguaggi artistici differenti: immagini d'archivio, musica, danza, testimonianza e cinema. A seguire, la serata ha assunto una forte dimensione performativa con la danza dell’artista iraniana Kiana Ghodsi. Terminata la performance, Kiana è rimasta sul palco per dialogare con Noemi David e con il direttore artistico Francesco Cannavà, creando un momento di confronto diretto sulla cultura iraniana e sulla condizione delle donne.

Il programma ha quindi sviluppato uno dei temi centrali della serata: la figura della donna come protagonista della memoria, della cultura e del racconto. Tre generazioni di donne e il valore della memoria. Noemi David ha introdotto il segmento dedicato alle donne iraniane, mettendolo idealmente in relazione con la storia e la forza delle donne siciliane. Sono state quindi coinvolte due figure femminili messinesi chiamate a rappresentare, attraverso le loro differenti esperienze, il valore della cultura, della formazione e della trasmissione della memoria.

La prima è stata Carmela Astone, una delle prime donne ad essersi laureate in cinema in Italia, accompagnata dalla nipote Giuliana Galletti fondatrice dell’agenzia Colapesce Studio, e Italia Moroni Cicciò, la prima donna a essere diventata giornalista in Sicilia nel 1973, accompagnata dal figlio, il regista e attore teatrale Giampiero Cicciò, e dal nipote, il vlogger e content creator, Fabrizio Villari Moroni.

Il confronto tra queste tre generazioni ha introdotto un tema particolarmente significativo per la Rassegna: come cambiano nel tempo gli strumenti attraverso i quali una comunità racconta se stessa. Dal giornalismo culturale alla televisione e al teatro, fino ai nuovi linguaggi digitali, il racconto diventa così uno strumento di trasmissione della memoria e di costruzione dell'identità.

Dopo questi momenti di approfondimento, la serata è entrata nel cuore della programmazione cinematografica. Noemi David ha richiamato sul palco Antonio Le Fosse e Gaetano Aspa, riprendendo idealmente il lavoro svolto nel pomeriggio durante la masterclass sulla serialità. È stato così creato un collegamento fra la dimensione formativa della giornata e quella spettacolare e pubblica della serata.

Il direttore artistico Francesco Cannavà ha quindi introdotto il lungometraggio scelto per il concorso internazionale, Put Your Soul on Your Hand and Walk di Sepideh Farsi, invitando sul palco la rappresentante del coordinamento Messina Palestina. Prima della proiezione è stato presentato un videomessaggio della regista Sepideh Farsi, creando un momento di approfondimento sul contesto storico e umano nel quale il film è stato realizzato.

Concluso quel momento, si è passati alla proiezione del cortometraggio Phantom di Gabriele Manzoni e Put Your Soul on Your Hand and Walk, film di Sepideh Farsi, produzione Francia-Iran-Palestina del 2025, della durata di 113 minuti. Il film nasce dal rapporto fra la regista iraniana Sepideh Farsi, residente a Parigi, e la giovane fotoreporter palestinese Fatma Hassona, che vive con la propria famiglia in Palestina e documenta attraverso la fotografia l'assedio e la situazione quotidiana della propria terra. Le due donne comunicano attraverso videochiamate quasi quotidiane, nelle quali si intrecciano il racconto giornalistico della realtà palestinese, le esperienze personali, i desideri e i sogni di una giovane donna che vorrebbe viaggiare e diventare fotoreporter. Il film diventa così anche una riflessione sul potere delle immagini e sulla responsabilità di chi racconta una guerra, ma soprattutto sulla possibilità di mantenere una relazione umana attraverso lo schermo quando la realtà fisica rende quasi impossibile l'incontro.

 

28 luglio – Cinema e Impegno civile

La terza giornata della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina è stata dedicata al tema “Donne, Cinema e Seconde possibilità”, sviluppato attraverso un programma capace di mettere in relazione cinema, impegno civile, diritti, condizione femminile e valore dell’arte come strumento di trasformazione individuale e collettiva.  Il pomeriggio si è aperto al Cinema Apollo con la proiezione di 40 Secondi di Vincenzo Alfieri, prodotto da Eagle Pictures. Il film, ispirato al libro di Federica Angeli e alla vicenda realmente accaduta di Willy Monteiro Duarte, ha introdotto una riflessione sulla violenza, sulle fragilità delle nuove generazioni e sulla responsabilità della società nel contrastare ogni forma di esclusione e sopraffazione.

A seguire si è svolta la masterclass “Donne, Cinema e Impegno Civile”, condotta da Carla Fiorentino, direttrice di Giornale di UniVersoMe, con la partecipazione di Vanessa Zerda Rueda, produttrice delegata di Eagle Pictures, Silvia Leonetti, compositrice e vicepresidente di Mujeres nel Cinema, Lelio Bonaccorso, autore e fumettista, e con i saluti di Maria Andaloro, fondatrice di Posto Occupato. L’incontro ha rappresentato uno dei momenti più fortemente legati alla dimensione civile della Rassegna. Al centro del confronto è stato posto il ruolo delle donne nel cinema e nella cultura contemporanea, ma anche la necessità di trasformare la sensibilità individuale in una responsabilità collettiva. Un momento particolare è stato dedicato alle donne messinesi vittime di violenza, con l’intervento di Maria Andaloro, che ha illustrato l’attività di Posto Occupato e richiamato l’attenzione sulla necessità di un impegno condiviso della cittadinanza contro la violenza sulle donne.

La riflessione è quindi proseguita la sera al Parco in Fiera – Agorà dello Stretto.  Il tema delle “seconde possibilità” ha trovato quindi una declinazione particolarmente significativa nella performance Oltre i confini, realizzata dalla Libera Compagnia del Teatro per Sognare, composta da detenuti-attori del carcere di Messina e di Barcellona Pozzo di Gotto, accompagnati dalla compositrice e musicista Erica La Fauci. L’esperienza, presentata da Daniela Ursino, presidente dell’associazione D’aRteventi e fondatrice della compagnia, ha mostrato concretamente come il teatro e l’arte possano diventare strumenti di espressione, formazione e reinserimento sociale.

Proseguendo su questo argomento, Noemi David ha invitato a salire sul palco Vanessa Zerda Rueda, Silvia Leonetti, Maria Andaloro, Lelio Bonaccorso e la conduttrice della masterclass Carla Fiorentino, per condividere con il pubblico dell’Agorà dello Stretto il lavoro svolto durante l’incontro pomeridiano e dedicare un momento speciale alle donne messinesi vittime di violenza. Maria Andaloro racconta l’esperienza di Posto Occupato, richiamando soprattutto alla responsabilità di ogni cittadino nel contrastare la violenza di genere e ricordando le vittime più recenti.

Il momento di riflessione è stato ulteriormente arricchito dall’interpretazione di Mary Mazzullo, la prima artista messinese proveniente dal programma televisivo The Stage di RTP, che ha cantato la canzone “Todo Cambia” della grande cantora latinoamericana Mercedes Sosa, commovendo e coinvolgendo tutto il pubblico in un intenso momento di condivisione di memoria, consapevolezza e speranza.

L’anteprima è stata conclusa dal dialogo tra Francesco Cannavà e Vanessa Zerda Rueda, che hanno introdotto la proiezione dei trailer di Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa e 40 Secondi, due opere attraverso le quali Eagle Pictures ha affrontato temi legati alle nuove generazioni, alle loro fragilità, alla ricerca dell’identità e al bisogno di ascolto. In questa occasione la Rassegna ha conferito a Eagle Pictures un riconoscimento per l’impegno nella produzione e diffusione di opere di significativo valore civile e culturale. Il premio è stato consegnato da Francesco Cannavà a Vanessa Zerda Rueda, in rappresentanza della società.

La serata è proseguita con il concorso ufficiale. Il direttore artistico Francesco Cannavà ha incontrato il regista tedesco Steffen Goldkamp, autore del lungometraggio in concorso Regen fiel auf nichts Neues (La pioggia cade sul niente di nuovo), proiettato quella sera, dialogando con lui sulle tematiche e sulle scelte artistiche dell'opera. Il film racconta la difficile ricerca di una nuova vita da parte di David, appena uscito dalla detenzione minorile e sottoposto alla libertà vigilata. Il tentativo di costruire un'esistenza stabile, attraverso una casa sorvegliata e un nuovo lavoro, si confronta continuamente con gli ostacoli sociali e personali, i debiti, la pressione dell'ambiente e il rischio di ricadere nei comportamenti del passato. Il film diventa così una riflessione sulla possibilità di interrompere un ciclo determinato dalle proprie esperienze e di conquistare una nuova identità.

A completare il programma cinematografico è stato proiettato il cortometraggio Il Portiere di Salvatore Lizzio e Daniele Bonarini.

 

29 luglio – La Rassegna ritrova la propria storia

La quarta giornata della Rassegna è stata costruita come un vero e proprio ponte tra la memoria della storica Rassegna di Messina del 1955 e la sua rinascita contemporanea. Il filo conduttore è stato il rapporto fra cinema, memoria, fotografia e luoghi. La serata è iniziata alle 21:30 all'Agorà dello Stretto, nel Parco in Fiera, con alcuni momenti esplicitamente dedicati al ricordo della gloriosa Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina, dei fotografi che ne hanno documentato la storia e dei cinema storici della città nati nello stesso periodo. Il primo momento è stata una performance particolarmente suggestive: il musicista Gabriele De Pasquale, il secondo artista messinese proveniente dal programma televisivo The Stage di RTP, ha eseguito al sax un proprio brano, mentre sul grande schermo scorrevano le fotografie realizzate dai fotografi che hanno immortalato le prime tre edizioni della Rassegna. La sequenza fotografica si è conclusa con i ritratti dei fotografi stessi, trasformando l'apertura in una sorta di viaggio visivo nella memoria della città.

A seguire, per celebrare le persone che contribuirono a rendere Messina conosciuta nel mondo attraverso la Rassegna, sono state invitate sul palco numerose figure legate alla storia del cinema e della fotografia cittadina. Tra gli ospiti Dora Bellamacina, Egidio Bernava, il fotografo Paolo Maricchiolo insieme al figlio Franco Maricchiolo, e Mariapia Saja, figlia del fotografo Francesco “Ciccio” Saya. È stato inoltre invitato l'ingegnere Starrantino, in rappresentanza del padre fondatore del Cinema Lux, e Nino Genovese, presidente del Cineforum Orione e storico tesserato del cineforum fin dalla sua nascita. Presente anche Fabrizio La Scala, figlio di Maria La Scala, fondatrice del Cinema Apollo. Sono state inoltre ricordate le famiglie legate a Michele Ballo e ad Aldo Pintaldi. Emilio Pintaldi, giornalista di RTP, pur non potendo essere presente, ha fatto arrivare il proprio saluto in rappresentanza del padre Aldo. La famiglia Pintaldi ha inoltre messo generosamente a disposizione alcune fotografie dell'archivio storico per la comunicazione visuale della nuova Rassegna. Una fotografia di Paolo Maricchiolo è stata invece utilizzata per la realizzazione della locandina della rinata manifestazione.

Concluso quel momento, la proiezione di una video-intervista esclusiva al produttore Vittorio Cecchi Gori, tre volte Premio Oscar, ha rafforzato il legame con la storia del cinema italiano. Cecchi Gori, impossibilitato a raggiungere fisicamente Messina, ha tuttavia ricevuto nella propria residenza romana una delegazione della Rassegna e ha realizzato una video-intervista dedicata alla rinascita della manifestazione, intervistato dal critico cinematografico Franco Cicero. Nel corso dell'intervista è stato affrontato anche il rapporto con Massimo Troisi e Il Postino, film girato a Salina, nelle Isole Eolie, territorio della Città Metropolitana di Messina. Il tema viene presentato come anticipazione del focus che la Rassegna dedicherà a Il Postino nell'ultima serata, il 1° agosto, con la partecipazione di Pippo Cafarella, pittore e poeta eoliano e proprietario della casa di Salina utilizzata nel film come casa di Neruda.

La serata ha compiuto poi un salto temporale: dalla storia del cinema degli anni Cinquanta alla musica contemporanea. Noemi David ha introdotto il tema dell'evoluzione del rapporto tra cinema e musica, ricordando il passaggio dal cinema muto, accompagnato dal vivo da pianisti e piccole orchestre, alla rivoluzione sonora inaugurata nel 1927 da Il Cantante Jazz, fino alle contemporanee colonne sonore elettroniche. È quindi stata invitata sul palco Helen Brown, deejay messinese che nel 2026 ha conquistato il terzo posto come miglior deejay donna ai Dance Music Awards, il principale premio nazionale dedicato alla musica dance e alla club culture. Helen ha proposto una selezione di vinili anni Novanta, creando un ulteriore ponte tra memoria e contemporaneità.

Il cortometraggio italiano in concorso quella sera è stato Antonino di Angelo Campolo, autore e regista messinese profondamente legato alla scena teatrale italiana. La presentazione del film è stata anche l'occasione per raccontare il percorso sociale e teatrale di Campolo: dal 2018 conduce, insieme alla compagnia DAF Project, laboratori teatrali rivolti a minori in carico agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni del Ministero della Giustizia di Messina, Catania e Palermo, collaborando con il magistrato Roberto Di Bella e con importanti realtà della giustizia minorile siciliana. Da questa esperienza sono nati diversi progetti teatrali, tra cui L'isola dei miracoli segreti, Fermata Marivaux e 96 ore, fino alla realizzazione di Antonino, ispirato alle esperienze vissute con ragazzi coinvolti nei percorsi di messa alla prova e di giustizia minorile.

La serata si è conclusa con l'incontro tra Francesco Cannavà e Jean-François Ravagnan, regista del lungometraggio in concorso La Dernière Rive, produzione Belgio-Francia-Qatar del 2025, della durata di 71 minuti, proiettato subito dopo.  Il film parte da un episodio reale avvenuto nel gennaio 2017: il video della morte per annegamento di Pateh Sabally, giovane gambiano di 22 anni, nelle acque del Canal Grande di Venezia, diventa virale sui social. Le immagini mostrano il giovane in difficoltà mentre alcune persone presenti sulla riva lo insultano senza intervenire e i salvagenti lanciati verso di lui galleggiano inutilmente. Ravagnan ricostruisce quindi, a quattromila chilometri di distanza, attraverso le voci e i volti della famiglia, la vita precedente alla tragedia: i sogni, la solitudine, le speranze e l'umanità di un ragazzo la cui storia rischiava di essere ridotta a pochi secondi di immagini virali.

 

30 luglio – Evento Speciale: Roberta Torre, Roberto Rossellini e il Cinema del Reale 

La quinta giornata della Rassegna, è stata una serata particolarmente importante sul piano culturale, perché mette insieme la memoria del cinema italiano, la riflessione sull’eredità di Roberto Rossellini e la ricerca artistica di Roberta Torre. Il fulcro della serata è infatti l’evento speciale dedicato al documentario Roberto Rossellini, Più di Una Vita, vincitore del David di Donatello 2026 come Miglior Documentario. Non si è trattato di una normale serata di concorso: il programma prevedeva un evento speciale fuori concorso.

La serata è iniziata, come nelle altre giornate della Rassegna, con la proiezione di una clip dell'Istituto Luce, a cui è seguito un momento musicale affidato al gruppo Trilogy, composto da Pino Salvini, Fabrizio Franzini e Marco Spadaro. La loro performance è stata costruita attorno al tema di Appunti per un'Orestiade africana di Pier Paolo Pasolini, intrecciato con una composizione jazz estemporanea. Il momento musicale ha quindi introdotto immediatamente uno dei temi centrali della serata: il rapporto fra cinema, memoria, ricerca artistica e realtà.

Noemi David ha quindi introdotto ufficialmente la quinta serata ricordando un elemento simbolico presente in platea: un posto riservato all'iniziativa “Posto Occupato”, dedicato alle donne vittime di violenza.
La serata è stata così caratterizzata anche da una particolare attenzione alla dimensione civile e sociale del cinema.

Il primo momento speciale è stato l'incontro con Roberta Torre, introdotta da Noemi David come una delle autrici più originali del cinema italiano contemporaneo. La presentazione ha evidenziato alcuni elementi caratteristici del suo cinema: la contaminazione fra musical, dramma, documentario e teatro, un linguaggio visivo fortemente visionario e l'attenzione a temi come identità, emarginazione, femminile, memoria e potere. Il talk, condotto da Franco Cicero, è stato accompagnato dalla proiezione di diversi materiali audiovisivi che hanno ripercorso il rapporto di Torre con Messina e con il cinema italiano. Tra questi, due pagine della Gazzetta del Sud relative alla sua presenza al Cineforum Orione nel 1997, il trailer di Tano da morire, quello di Riccardo va all'inferno, una fotografia di Monica Vitti.

L'incontro si è concluso con il conferimento a Roberta Torre del Premio “Regina del Peloro” alla carriera.

La motivazione sottolinea il suo essere un'autrice libera e visionaria, capace di unire coraggio, sperimentazione e umanità e di dare voce, attraverso il cinema, agli ultimi, alle donne e alle identità marginali. Il riconoscimento viene quindi concepito come un omaggio non soltanto alla carriera della regista, ma anche al suo contributo al rinnovamento del linguaggio cinematografico italiano.

Dopo l'incontro con Roberta Torre, la serata ha iniziato a preparare il pubblico alla visione del film dedicato a Roberto Rossellini. Un grande protagonista della storia del cinema italiano e a un documentario contemporaneo capace di rileggere la sua figura.

Sul palco sono stati invitati Federico Vitella, professore dell'Università di Messina, Nino Genovese, storico del cinema, e Franco Cicero, presidente del Comitato Scientifico della Rassegna. Il breve talk è stato pensato per offrire al pubblico alcuni elementi di contesto storico e cinematografico utili ad affrontare la visione del documentario. Questa scelta è stata particolarmente significativa perché il film non viene presentato semplicemente come un documentario biografico, ma come l'occasione per interrogarsi sulla figura di Rossellini, sulle sue trasformazioni artistiche e sul suo rapporto con il cambiamento del linguaggio cinematografico.

Il momento centrale della serata è stato quindi l'incontro con i registi Ilaria De Laurentiis e Raffaele Brunetti, accompagnati sul palco dal direttore artistico Francesco Cannavà e da Franco Cicero.
Il talk, moderato da Cicero, ha preceduto la proiezione del documentario e ha permesso di approfondire la genesi dell'opera e il lavoro compiuto dalla B&B Film. Durante il talk è stata invitata a salire sul palco anche la messinese Elena Grussu, prima assistente al montaggio del film, la cui presenza ha rappresentato una preziosa testimonianza del talento e della professionalità dei tanti professionisti messinesi che, con il loro lavoro, stanno conquistando un ruolo sempre più significativo nell’industria cinematografica italiana.

Al termine dell'incontro è stato conferito il riconoscimento della Rassegna ai due registi, con una motivazione dedicata al loro impegno nel cinema del reale. Il premio sottolinea il valore del loro lavoro nel raccontare persone, storie e territori spesso invisibili e nel fare del documentario uno strumento di conoscenza, memoria e partecipazione.

Prima del lungometraggio è stato proiettato, come previsto ogni sera, il cortometraggio in concorso Aura di Stefania Accettulli, produzione italiana del 2024, introdotto da una clip dell'autrice.

 

31 luglio – Attività sospesa per lutto cittadino 

La programmazione prevista per la giornata del 31 luglio 2026 è stata annullata in segno di rispetto e solidarietà nei confronti della comunità messinese, a seguito dei tragici fatti verificatisi a Pistunina, dove il crollo di una palazzina ha profondamente colpito la città. Di fronte a un evento così grave, la Direzione della Rassegna ha ritenuto doveroso sospendere le attività programmate, scegliendo di lasciare spazio al cordoglio e alla vicinanza alle persone coinvolte e all’intera comunità cittadina. Una decisione assunta nella convinzione che, in momenti di particolare dolore, anche una manifestazione culturale debba saper ascoltare il sentimento della propria città e condividerne il silenzio.

 

1 agosto – Giornata conclusiva 

La giornata conclusiva della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina 2026, sabato 1 agosto, è stata articolata in due momenti distinti: il pomeriggio al Cinema Apollo, dedicato alla formazione e all'incontro con il pubblico attraverso la masterclass di Ninni Bruschetta, e la grande serata finale all'Agorà dello Stretto, all'interno del Parco in Fiera, dedicata ai premi, agli ospiti e alla proclamazione dei film vincitori.

Alle 18:00, al Cinema Apollo, si è svolta l'ultima attività formativa della Rassegna: la masterclass “Abitare la scena: tra Teatro, Cinema e Tv”, condotta da Ninni Bruschetta e coordinata da Dario Tomasello, direttore del DAMS di Messina. L'incontro, della durata di circa quaranta minuti, viene concepito come un momento di confronto con studenti e pubblico sul mestiere dell'attore e sulle specificità dei tre principali territori della recitazione contemporanea: teatro, cinema e televisione. La masterclass voleva sottolineare in particolare il valore della formazione e la possibilità, attraverso la testimonianza diretta di un artista, di entrare nel laboratorio creativo che sta dietro ogni interpretazione. Alla masterclass segue la proiezione del film “La Prova”, diretto dallo stesso Bruschetta, creando così un percorso coerente tra formazione, esperienza personale dell'artista e opera cinematografica.

Al Parco in Fiera – Agorà dello Stretto, alle 21:30, ha preso avvio la cerimonia conclusiva.

La serata avrebbe potuto essere una celebrazione festosa della conclusione della Rassegna, ma la tragedia del crollo della palazzina di Pistunina ha portato ad una inevitabile modifica della scaletta: la serata si è svolta all'insegna della compostezza, del rispetto e della vicinanza alle vittime.

Particolarmente significativo è stato il passaggio in cui il cinema è stato presentato non come realtà separata dalla vita della città, ma come una forma di cultura capace di assumersi una responsabilità nei confronti del territorio: la Rassegna si è conclusa nella consapevolezza che “il cinema e la cultura non possono essere indifferenti al dolore di una comunità”.

Anche l'Ave Maria di Schubert, eseguita da Giada Giordano, terza artista messinese proveniente dal programma televisivo The Stage di RTP, accompagnata al pianoforte da Giovanni Pulejo, ha assunto così un valore simbolico: da semplice apertura musicale diventa una sorta di preghiera dedicata alle vittime, alle famiglie, ai soccorritori e all'intera comunità messinese.

Dopo questo momento di raccoglimento, sono saliti sul palco il direttore artistico Francesco Cannavà e il direttore di produzione Davide Liotta. Il loro intervento ha rappresentato uno dei passaggi centrali della serata perché ha ricostruito il significato della nuova edizione. Francesco Cannavà ha ricordato il filo conduttore della manifestazione, individuato nell'intreccio fra “Il Mare e l'Amore”, temi che hanno orientato la selezione dei lungometraggi in concorso. Ma soprattutto è stato sottolineato il carattere storico della manifestazione: la Rassegna è tornata dopo 28 anni di interruzione, riportando in vita quello che viene definito il festival più antico della Sicilia e il secondo più antico d'Italia dopo Venezia. Questo momento è stato quindi anche una sorta di ringraziamento pubblico alla macchina organizzativa e alle istituzioni che hanno reso possibile la ripartenza. Davide Liotta ha completato il passaggio con il ringraziamento agli sponsor e agli altri partner della Rassegna.

La conduzione è tornata poi sul percorso pomeridiano della Rassegna e sul rapporto con il DAMS di Messina. È stato ricordato come le attività della manifestazione si siano sviluppate anche attraverso masterclass e proiezioni al Cinema Apollo e come la masterclass di Bruschetta abbia rappresentato l'ultimo appuntamento formativo dell'edizione. Il DAMS viene presentato come una componente fondamentale del progetto culturale della Rassegna, non soltanto come istituzione accademica ma come luogo di formazione delle nuove generazioni e di produzione culturale. Successivamente è salito sul palco Dario Tomasello insieme alla giuria del DAMS, che ha seguito e valutato le proiezioni dei cortometraggi in concorso. La giuria del DAMS ha assegnato il premio della Rassegna, 150€, al cortometraggio “Aura” di Stefania Accettulli. La motivazione individua nel film la capacità di trasformare il corpo in un vero linguaggio narrativo, affrontando il tema del contatto negato e della distanza emotiva attraverso la metafora del judo. Particolare attenzione è stata riservata alla dimensione formale del cortometraggio: la regia essenziale, il formato 4:3, i primi piani e i dettagli contribuiscono a costruire una sensazione di oppressione psicologica e una tensione emotiva persistente.

La proclamazione è seguita dalla proiezione del cortometraggio e dalle fotografie di rito.

Dopo il premio ad “Aura”, la serata ha allargato il discorso dal cinema alla trasformazione sociale e culturale della città. Noemi David ha introdotto il tema di Messina città dell'accoglienza e della formazione, richiamando la presenza crescente di studenti stranieri nell'Università di Messina. Un dato che prova come Messina sia diventata una città sempre più internazionale: gli studenti stranieri sono portatori di culture, storie e sguardi differenti, capaci di contribuire alla crescita e all'apertura della comunità messinese.  Per questo è stato invitato sul palco Alberto De Luca, presidente dell'ERSU, insieme a una delegazione di studenti stranieri. Il dialogo ha affrontato sia le politiche di accoglienza dell'ERSU sia le passioni degli studenti al di là dello studio, con una particolare attenzione ai progetti culturali e cinematografici ai quali alcuni di loro hanno partecipato.  È stato un passaggio importante perché ha ampliato la funzione della Rassegna: non soltanto festival cinematografico, ma luogo di incontro fra culture diverse.

La scaletta ha affrontato poi una conseguenza diretta della tragedia di Pistunina. La sera del 31 luglio avrebbe dovuto ospitare un talk con lo scenografo Marco Dentici e suo figlio Gianluca, vincitore del Premio Oscar per gli effetti visivi de Il libro della giungla. L'incontro è stato annullato insieme agli altri eventi pubblici previsti quella giornata. Nonostante l'annullamento, la Rassegna ha deciso di mantenere il riconoscimento previsto e di consegnare a Marco Dentici la statuetta “Regina del Peloro”. La motivazione del premio insiste sulla capacità di Dentici di trasformare la scenografia da semplice sfondo in linguaggio narrativo, capace di custodire emozioni e identità. Il riconoscimento assume inoltre un valore territoriale: Dentici viene celebrato come messinese e come professionista capace di portare il nome della città nel cinema italiano e internazionale.

Un altro momento fortemente simbolico è stato rappresentato dalla proiezione di fotografie di Vittorio Gassman, risalenti alle prime edizioni della manifestazione. Le immagini vengono utilizzate per ricordare il prestigio che la Rassegna aveva acquisito già dagli anni Cinquanta e la capacità della manifestazione di attirare a Messina alcune delle più importanti personalità del cinema italiano e internazionale.  Da qui nasce una scelta curatoriale precisa: dedicare l'ultima giornata dell'edizione 2026 al lavoro dell'attore.

Il primo protagonista di questa parte è stato Maurizio Marchetti, invitato a raccontare le proprie origini teatrali a Messina e il modo in cui la città abbia influenzato la sua formazione. Il dialogo ha affrontato anche il suo lavoro nella serie Il capo dei capi e, in particolare, l'interpretazione di Michele Greco. Marchetti ha ricevuto il premio “Regina del Peloro” -assegnato per una carriera sviluppatasi fra teatro, cinema e televisione e per il suo contributo culturale alla città – consegnato dal direttore di produzione della Rassegna Davide Liotta. La motivazione sottolinea inoltre il valore dell'interpretazione di Michele Greco, considerata un esempio di come la recitazione possa diventare strumento di conoscenza e memoria.

Dopo Marchetti, la scaletta ha introdotto una figura appartenente a una generazione completamente diversa: Giuseppe De Domenico. Il suo percorso testimonia la nuova generazione di talenti messinesi che ha saputo affermarsi nel cinema nazionale e internazionale. Sono stati ricordati i suoi lavori in Euforia, ZeroZeroZero, Bang Bang Baby, Vermiglio e altri progetti internazionali e televisivi. Il premio ha rappresentato quindi un riconoscimento non soltanto al talento già affermato, ma alla nuova generazione di artisti messinesi che sta portando il nome della città nel mondo.

Il momento più importante dedicato agli interpreti è stato quello riservato a Ninni Bruschetta. La sua figura viene presentata come emblematica del rapporto fra Messina e il cinema: attore, regista, uomo di cultura, artista che ha costruito una carriera nazionale senza interrompere il rapporto con la propria città. Il talk con Bruschetta, condotto da Franco Cicero, ha ripreso anche i temi affrontati nella masterclass pomeridiana, creando una continuità narrativa tra il pomeriggio e la serata. Il riconoscimento “Regina del Peloro” gli è stato assegnato come omaggio non soltanto al suo valore artistico, ma al suo ruolo simbolico nella storia culturale di Messina.

Nella parte successiva è stato introdotto uno dei temi più importanti per il futuro della Rassegna: il rapporto tra cinema, Sicilia e territorio. Sul palco è stato invitato Pippo Cafarella, poeta e pittore e proprietario della casa di Pollara utilizzata da Massimo Troisi per rappresentare la casa di Pablo Neruda nel film Il Postino. La proiezione delle fotografie della casa, realizzate dal fotografo messinese Paolo Barbera, ha introdotto il racconto dell'incontro fra Cafarella e Troisi. Il premio a Cafarella riconosce il suo ruolo nella conservazione e valorizzazione di quello che è diventato un luogo simbolo del cinema italiano. La casa di Pollara viene infatti descritta come un luogo che, attraverso il cinema, è diventato patrimonio della memoria collettiva e ha contribuito a trasformare Salina e l'arcipelago delle Eolie in un territorio di straordinario valore cinematografico, culturale e turistico.

La parte finale della serata è stata dedicata ai riconoscimenti ai film in concorso. Il primo è la Menzione speciale della giuria DAMS per il miglior lungometraggio internazionale, assegnata a “Put Your Soul on Your Hand and Walk”. La motivazione sottolinea il valore civile del film, la capacità di raccontare la guerra attraverso il rapporto tra due donne e la necessità di considerare il cinema non soltanto come intrattenimento, ma anche come strumento di impegno civile e politico.

A seguire, il Premio del Pubblico, assegnato a “Cuerpo Celeste” di Nayra Ilic García, apprezzato per la capacità di raccontare il passaggio dall'adolescenza all'età adulta attraverso la perdita, la memoria familiare e la rinascita.

Successivamente è stato assegnato il premio dell'Autorità di Sistema Portuale dello Stretto a “La Dernière Rive” di Jean-François Ravagnan. La motivazione lega il film alla vocazione simbolica del mare come luogo di incontro e non di separazione, come spazio capace di mettere in comunicazione popoli, culture e destini. Il riconoscimento diventa quindi anche una dichiarazione culturale sul ruolo del Mediterraneo e sul rapporto fra Messina e il mare.

Il momento conclusivo è stato la proclamazione della menzione speciale della giuria di qualità, presieduta da Franco Cicero e composta da Nino Genovese, Cettina Donato, Dario Tomasello e Federico Vitella,  a Put Your Soul on Your Hand and Walk, con una motivazione più esplicitamente politica e legata al conflitto israelo-palestinese e del premio Miglior Lungometraggio Internazionale della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina 2026 assegnato all'unanimità a “Una storia vera” di Mariano Lamberti.
La motivazione del premio principale a Una storia vera individua nella pellicola la capacità di raccontare una relazione sentimentale contemporanea attraverso il linguaggio delle applicazioni e dei social media, per poi approdare a una dimensione più autenticamente reale. Il film viene letto come un'opera che recupera la lezione del neorealismo italiano e della Nouvelle Vague francese, dimostrando che il cinema non necessita necessariamente di grandi budget o strutture produttive complesse, ma soprattutto di un'idea, dell'essenzialità dell'azione e dell'immagine.


Messina, 16 Agosto 2026